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	<title>Spreco alimentare Archivi - Consumatori FVG</title>
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	<description>Un progetto a tutela dei consumatori</description>
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	<title>Spreco alimentare Archivi - Consumatori FVG</title>
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		<title>Quanto sprechiamo</title>
		<link>https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/quanto-sprechiamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Marzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati FAO rivelano che ogni anno nel mondo vengano sprecate oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo quantificabili in circa 750 miliardi di dollari all’anno, in pratica 1/3 dell&#8217;intera produzione mondiale. Lo spreco alimentare nel mondo è fortemente diversificato e correlato, per quantità di prodotti sprecati e cause, alla ricchezza dei diversi Paesi. Secondo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">I dati <a href="http://www.fao.org/docrep/014/mb060e/mb060e00.pdf">FAO</a> rivelano che ogni anno <strong>nel mondo vengano sprecate oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo</strong> quantificabili in circa 750 miliardi di dollari all’anno, in pratica 1/3 dell&#8217;intera produzione mondiale. Lo spreco alimentare nel mondo è fortemente diversificato e correlato, per quantità di prodotti sprecati e cause, alla ricchezza dei diversi Paesi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">Secondo i dati raccolti in occasione dell’ultima <a href="http://www.expo2015.org/magazine/it/economia/quanto-cibo-si-spreca-nel-mondo--in-europa-e-in-italia.html">Expo tenutasi a Milano</a>, in Europa la quantità di cibo sprecata ammonta a 89 milioni di tonnellate all’anno, ovvero a una media di 180 kg pro capite. Nella stessa Europa, tuttavia, notiamo divari di spreco notevoli tra gli Stati membri. La Grecia ad esempio emerge come paese virtuoso sprecando annualmente 44 kg di prodotti pro-capite mentre l&#8217;Olanda detiene la bandiera nera dello spreco con una stima di spreco annuale di 579 kg di prodotti pro-capite.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">In base ai dati raccolti da <a href="http://www.sprecozero.it/waste-watcher/">Waste Watcher</a>, ovverosia l’osservatorio nazionale sugli sprechi, ogni anno <strong>in Italia si sprecano mediamente 146 kg di cibo per persona</strong> che, tradotto in termini economici, ammontano a oltre 16 miliardi di euro in un anno. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">Tutte queste stime sono destinate a crescere nel tempo se non verranno adottate soluzioni concrete per contrastare il fenomeno producendo ulteriori e pesanti conseguenze a livello ambientale se si pensa a tutte le risorse utilizzate per produrre cibo non consumato e all&#8217;inquinamento inutilmente generato. </span></p>
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		<title>Cosa sprechiamo nelle nostre case</title>
		<link>https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-sprechiamo-nelle-nostre-case/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Marzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:53:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[consumo consapevole]]></category>
		<category><![CDATA[responsabilità del consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco domestico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le famiglie italiane sprecano mediamente il 17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Si rileva, quindi, che gli alimenti deperibili sono principalmente esposti allo spreco notando, comunque, che anche prodotti stabili come pane e pasta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;"><strong>Le famiglie italiane sprecano</strong> mediamente il </span></span></span><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #000000;">17% dei prodotti ortofrutticoli acquistati, il 15% di pesce, il 28% di pasta e pane, il 29% di uova, il 30% di carne e il 32% di latticini. Si rileva, quindi, che gli <strong>alimenti deperibili</strong> sono principalmente esposti allo spreco notando, comunque, che <strong>anche prodotti stabili come pane e pasta</strong> sono ugualmente soggetti a una perdita. Quest&#8217;ultimo dato sottolinea che <strong>lo spreco domestico trova profonde radici in ambito comportamentale</strong>. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Le statistiche rivelano che i motivi principali dello spreco domestico sono imputabili all’acquisto di quantità eccessive di prodotti e alla scorretta preparazione-conservazione degli alimenti. E&#8217; necessario, dunque, non solo informare e sensibilizzare i consumatori sullo spreco ma anche promuovere <strong>logiche di consumo consapevole</strong> nelle quali, semplificando, il pane non viene sprecato ma viene equamente ri-distribuito tra chi produce eccedenza e chi non ha di che nutrirsi.</span></span></span></p>
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		<title>Chi spreca e perchè</title>
		<link>https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/chi-spreca-e-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Marzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco domestico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati riferiti allo spreco alimentare nel mondo indicano che il 54% del prodotto viene sprecato già in fase di produzione, raccolta e immagazzinaggio, mentre il 46% viene gettata via nelle fasi successive di trasformazione, distribuzione e consumo. In Europa, in base a stime condotte dalla Commissione europea, il 42% del prodotto viene sprecato in ambito [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">I dati riferiti allo spreco alimentare nel mondo indicano che il 54% del prodotto viene sprecato già in fase di produzione, raccolta e immagazzinaggio, mentre il 46% viene gettata via nelle fasi successive di trasformazione, distribuzione e consumo. </span><span style="color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><strong>In Europa</strong>, in base a stime condotte dalla Commissione europea, <strong>il 42% del prodotto viene sprecato in ambito domestico</strong>, il 39% in produzione, il 5% dala grande distribuzione e il 4% nella ristorazione commerciale e collettiva (mense e ristoranti).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;"><strong>In Italia più del 54% dello spreco alimentare avviene a livello domestico</strong>, il 21% nella ristorazione, il 15% nella distribuzione commerciale e il 10% a livello di produzione. Tale spreco ammonterebbe in media a 76 kg di prodotto pro capite ogni anno che in termini monetaria equivale a circa 1600 euro all&#8217;anno per ogni famiglia. Una recente indagine Coldiretti/Ixè del 2016 ha, fortunatamente rilevato che molte famiglie italiane stanno adottando nuove strategie per limitare lo spreco probabilmente anche a causa della crisi economica. Secondo questa indagine il 33% degli italiani avrebbe diminuito lo spreco, il 31% lo avrebbe mantenuto costante, il 25% lo ha annullato mentre solo il 7% dichiara di averlo aumentato. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">Da questi dati <strong>emerge un divario tra i paesi in via di sviluppo e i paesi sviluppati riferibile alle cause dello spreco alimentare</strong>. Nei paesi emergenti e in via di sviluppo gli sprechi sono principalmente assimilabili al concetto di <a href="http://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-si-intende-per-spreco-alimentare/">perdita</a> ovvero di alimenti persi lungo la filiera a causa di investimenti limitati nel comparto (infrastrutture, trasporto, stoccaggio), alla mancanza di acqua, alla gestione del suolo e all&#8217;organizzazione del lavoro. </span><span style="color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Nei paesi sviluppati, invece, gli sprechi alimentari sono prevalentemente riconducibili a errata gestione domestica e fattori comportamentali del consumatore.</span></span></p>
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		<item>
		<title>Cosa si intende per spreco alimentare</title>
		<link>https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-si-intende-per-spreco-alimentare/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Marzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2017 15:16:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[eccedenze alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[perdite alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per spreco alimentare si intende qualsiasi sostanza sana e commestibile che in ogni fase della catena alimentare, invece che essere destinata al consumo umano, viene sprecata, persa, degradata. In altre parole lo spreco alimentare si riferisce a tutti quei prodotti scartati dalla catena agroalimentare per ragioni economiche, estetiche o in prossimità di scadenza di consumo ma [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-si-intende-per-spreco-alimentare/">Cosa si intende per spreco alimentare</a> proviene da <a href="https://www.consumatorifvg.it">Consumatori FVG</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Per <strong>spreco alimentare</strong> si intende <strong>qualsiasi sostanza sana e commestibile che</strong> in ogni fase della catena alimentare, invece che essere destinata al consumo umano, <strong>viene sprecata, persa, degradata</strong>. </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">In altre parole lo spreco alimentare si riferisce a tutti quei <strong>prodotti scartati</strong> dalla catena agroalimentare <strong>per ragioni economiche, estetiche o in prossimità di scadenza di consumo</strong> ma ancora perfettamente commestibili e potenzialmente destinabili al consumo umano e che, in assenza di uso alternativo, sono destinati ad essere eliminati e smaltiti producendo conseguenze negative dal punto di vista ambientale, dei costi economici e mancati guadagni per le imprese.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">Da queste definizioni si capisce che lo spreco alimentare non solo dovrebbe essere evitato in quanto alimenti ancora buoni diventano rifiuto ma anche perchè l&#8217;alimento in quanto tale ha richiesto l&#8217;utilizzo di risorse per la sua produzione e richiede risorse ulteriori per il suo smaltimento. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><strong>Lo spreco alimentare</strong>, tuttavia, <strong>può assumere differenti declinazioni di significato</strong> a seconda delle cause che lo producono e della sua destinazione finale. Nello spreco alimentare rientrano:</span></span></span></p>
<ul>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">le <strong>perdite</strong> che sono concettualmente legate alla produzione primaria e alla prima trasformazione industriale. Le perdite derivano da <a href="http://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/chi-spreca-e-perche/">scarsi investimenti</a> (infrastrutture, trasporto, stoccaggio), dal limitazioni territoriali, ambientali e gestionali (es. mancanza di acqua, gestione del suolo, organizzazione del lavoro).</span></span></span></p>
</li>
<li>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><span style="font-size: small;">le <strong>eccedenze</strong> ovvero i prodotti alimentari, agricoli e agro-alimentari che, fermo restando il mantenimento dei requisiti di igiene e sicurezza del prodotto, sono, ad esempio, invenduti o non somministrati per carenza di domanda, ritirati dalla vendita in quanto non conformi ai requisiti aziendali di vendita, rimanenze di attività promozionali, prossimi al raggiungimento della data di scadenza, invenduti a causa di danni provocati da eventi meteorologici oppure, ancora, non idonei alla commercializzazione per alterazioni dell&#8217;imballaggio, senza che ciò abbia però comportato delle problematiche a livello di conservazione. Le eccedenze sono associabili anche a <a href="http://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/chi-spreca-e-perche/">errori comportamentali del consumatore</a> in ambito domestico.</span></span></span></p>
</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-si-intende-per-spreco-alimentare/">Cosa si intende per spreco alimentare</a> proviene da <a href="https://www.consumatorifvg.it">Consumatori FVG</a>.</p>
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