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	<title>consumatore Archivi - Consumatori FVG</title>
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	<description>Un progetto a tutela dei consumatori</description>
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		<title>Chi spreca e perchè</title>
		<link>https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/chi-spreca-e-perche/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Stefania Marzona]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Oct 2017 13:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[consumatore]]></category>
		<category><![CDATA[spreco alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[spreco domestico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati riferiti allo spreco alimentare nel mondo indicano che il 54% del prodotto viene sprecato già in fase di produzione, raccolta e immagazzinaggio, mentre il 46% viene gettata via nelle fasi successive di trasformazione, distribuzione e consumo. In Europa, in base a stime condotte dalla Commissione europea, il 42% del prodotto viene sprecato in ambito [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/chi-spreca-e-perche/">Chi spreca e perchè</a> proviene da <a href="https://www.consumatorifvg.it">Consumatori FVG</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">I dati riferiti allo spreco alimentare nel mondo indicano che il 54% del prodotto viene sprecato già in fase di produzione, raccolta e immagazzinaggio, mentre il 46% viene gettata via nelle fasi successive di trasformazione, distribuzione e consumo. </span><span style="color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;"><strong>In Europa</strong>, in base a stime condotte dalla Commissione europea, <strong>il 42% del prodotto viene sprecato in ambito domestico</strong>, il 39% in produzione, il 5% dala grande distribuzione e il 4% nella ristorazione commerciale e collettiva (mense e ristoranti).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;"><strong>In Italia più del 54% dello spreco alimentare avviene a livello domestico</strong>, il 21% nella ristorazione, il 15% nella distribuzione commerciale e il 10% a livello di produzione. Tale spreco ammonterebbe in media a 76 kg di prodotto pro capite ogni anno che in termini monetaria equivale a circa 1600 euro all&#8217;anno per ogni famiglia. Una recente indagine Coldiretti/Ixè del 2016 ha, fortunatamente rilevato che molte famiglie italiane stanno adottando nuove strategie per limitare lo spreco probabilmente anche a causa della crisi economica. Secondo questa indagine il 33% degli italiani avrebbe diminuito lo spreco, il 31% lo avrebbe mantenuto costante, il 25% lo ha annullato mentre solo il 7% dichiara di averlo aumentato. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Verdana, sans-serif; color: #000000; font-size: small;">Da questi dati <strong>emerge un divario tra i paesi in via di sviluppo e i paesi sviluppati riferibile alle cause dello spreco alimentare</strong>. Nei paesi emergenti e in via di sviluppo gli sprechi sono principalmente assimilabili al concetto di <a href="http://www.consumatorifvg.it/spreco-alimentare/cosa-si-intende-per-spreco-alimentare/">perdita</a> ovvero di alimenti persi lungo la filiera a causa di investimenti limitati nel comparto (infrastrutture, trasporto, stoccaggio), alla mancanza di acqua, alla gestione del suolo e all&#8217;organizzazione del lavoro. </span><span style="color: #000000; font-size: small;"><span style="font-family: Verdana, sans-serif;">Nei paesi sviluppati, invece, gli sprechi alimentari sono prevalentemente riconducibili a errata gestione domestica e fattori comportamentali del consumatore.</span></span></p>
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